Negli altri Paesi la giustizia è molto severa con gli ubriachi al volante
Purtroppo sta diventando normale. Per una tragica coincidenza nell’ultimo mese nella nostra regione si sono consumate tre tragedie che hanno coinvolto otto vittime innocenti, che per ironia della sorte tutte ed otto erano donne. Nell’incidente dell’altro ieri in pieno centro di Roma c’è anche l’aggravante della guida in stato di ebbrezza. Addirittura è stato riscontrato un tasso alcolico nel sangue di 2,85: quattro volte superiore al limite massimo consentito dalla legge. E al colpevole, arrestato subito dopo il fermo, sono stati concessi gli arresti domiciliari solo quattro ore dopo, nonostante gli siano stati contestati ben quattro capi d’imputazione, i più gravi omicidio colposo plurimo ed omissione di soccorso. Cosa deve succedere in Italia perché chi commette un reato finisca in carcere? La certezza del diritto in questi casi sembra sempre di più solo ed unicamente un’utopia. Negli Stati Uniti per finire in galera basta essere trovati alla guida in stato di ebbrezza o senza patente: a questo proposito ha fatto scalpore il caso di Paris Hilton, in lacrime per essere stata condannata a quarantacinque giorni di carcere, poi ridotti a ventidue, per aver guidato ubriaca e senza patente. Ed anche negli altri paesi europei le pene sono severe e vengono applicate. Destano ulteriore preoccupazione i dati elaborati proprio in questi giorni in un rapporto dalla polizia municipale di Roma, che evidenziano come sia in costante aumento il dato relativo alle persone multate perché trovate alla guida ubriache o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: negli ultimi due anni le multe per guida in stato di ebbrezza sono aumentate del 43%, mentre quelle sotto l’effetto di droghe sono cresciute addirittura del 160%. Entrando nel dettaglio del rapporto, nel 2007 le vittime in seguito ad incidenti stradali sono state 185, più 22.789 feriti. Un morto ogni due giorni. Di questi 49 sono pedoni, il 26% del totale, oltre a 2.000 feriti. Una carneficina. Difficile da fermare se non ci si impegna prevenendo, quindi aumentando i controlli, ed inasprendo le pene. Chi sbaglia deve pagare.
