Mancata costruzione di nuove linee, convogli affollati e rischio soppressione per le tratte regionali. Fallimento su tutti i fronti per il piano trasposti del centro sinistra.
‘La cura del ferro promessa nel 1993 da Rutelli come fiore all’occhiello del suo programma elettorale è stata un fallimento’.
Non usa mezzi termini Gianni Alemanno per descrivere lo stato del sistema delle metropolitane di Roma dopo quindici anni giunte Rutelli – Veltroni. Il candidato sindaco del Pdl, a margine della visita alla linea A, ha lancia la proposta di un’unica socità che accorpi Met.Ro., Cotral e Trambus e ha puntato il dito su tre annose problematiche del trasporto pubblico della capitale: la scarsa manutenzione delle linee, il mancato potenziamento dei treni dei pendolari e il mancato potenziamento della Roma- Lido. Per quanto riguarda la manutenzione Alemanno ha subito evidenziato che dispetto alle altre capitali europee “abbiamo solo due linee di metro che dovrebbero essere curate nei minimi dettagli e invece vengono trascurate”. La costruzione di nuove linee della metropolitana deve quindi andare di pari passo con il potenziamento di quelle esistenti in termini di terni disponibili e frequenza dei passaggi. I dati diffusi da Alemanno mostrano invece che ancora oggi linee esistenti non lavorano al massimo del loro potenziale di trasporto, utilizzandone solo il 50-60%. Per un corretto utilizzo dei nuovi convogli della linea A si sarebbe dovuto utilizzare un sistema di segnalamento wireless, che avrebbe permesso passaggi dei treni in sicurezza a distanza di circa un minuto e mezzo, rispetto agli attuali tre minuti e 20 secondi con il personale costretto a viaggiare a vista.
Relativamente al mancato potenziamento dei treni dei pendolari Alemanno ha poi lanciato allarme per un tagli delle corse dei convogli regionali. Il governo Prodi non è infatti riuscito a inserire nel decreto mille proroghe la copertura economica per i contratti di servizio con le Ferrovie dello Stato scaduti a fine 2007, ma ha formulato solo un generico ordine del giorno che impegna il prossimo esecutivo a reperire i fondi. Inoltre la finanziaria 2008 non ha stanziato neanche un euro per l’acquisto di nuovo materiale rotabile.
La Roma-Lido è stato l’ultimo fronte caldo affrontato da Alemanno per dimostrare tutta l’incapacità gestionale del centro sinistra romano. Qui, prima è stata affossata la gara d’appalto bandita dalla Regione governata dal centro destra per l’acquisto di sei nuovi treni, per poi creare la Officine Grandi Revisioni che ha fatto lievitare il costo dell’ammodernamento dei convogli da destinare alla linea a circa 29 milioni di euro, contro i 10 previsti inizialmente. “La società di proprietà 100% Metro – ha spiegato l’ex vicepresidente del consiglio comunale e candidato alla camera del Pdl, Vicenzo Piso – dopo pochi mesi è praticamente fallita, come si deduce dalle note dell’ amministratore unico in cui appare un ridimensionamento al limite della soppressione, il continuo affidamento in esterno della manutenzione e il divieto alla società di posizionarsi sul mercato interno”.