Vittoriano, di chi è la colpa?

By alemannovincitu

Nessuno si è preso la responsabilità dello sfregio all’Altare della Patria

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La città eterna viene aggredita ogni giorno da decine di scempi urbanistici, sociali, ambientali. Invece di valorizzare le bellezze artistiche che ci sono invidiate da tutto il mondo, ci si limita ad iniziative mediatiche che poi puntualmente cadono nel dimenticatoio. In alcuni casi, poi, i nostri monumenti sono letteralmente “stuprati” da menti che impongono logiche del profitto e del guadagno, a discapito della bellezza e in alcuni casi della sacralità. È il caso dell’Altare della Patria, simbolo dell’unità nazionale. Il Vittoriano continua, infatti, a subire lo scempio degli ascensori esterni e dell’apertura di caffetterie ed esercizi commerciali in un luogo che prima di tutto è un sacrario. Una bruttura estetica e una violenza simbolica: una costruzione a dir poco imbarazzante. La cerimonia d’inaugurazione degli ascensori è stata celebrata alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, insieme a Veltroni e Rutelli, all’epoca rispettivamente sindaco e ministro dei Beni culturali. Ma la retorica di “Roma dal cielo”, promessa dei famigerati ascensori, è durata poco. Subito è partito contro questo scempio il fuoco di fila del Comitato per la bellezza, di Italia Nostra, di Sos Beni culturali, della Uil e alla fine anche del Consiglio superiore del ministero. Anche la politica si è schierata: tante interrogazioni parlamentari con una, trasversale, firmata da 35 senatori che hanno chiesto di rimuovere il mostro panoramico. A seguire è partito lo scaricabarile sulle responsabilità. Il primo a chiamarsene fuori è stato proprio Rutelli, che però si era affrettato a tagliare il nastro di inaugurazione, seguito dal soprintendente dei Beni architettonici di Roma e dal direttore regionale. Intanto resta da capire come mai sia stato scartato il progetto di Ruggero Martines che prevedeva l’utilizzo di ascensori interni (e dunque invisibili) alle due torri del Vittoriano. La realtà è che, come ha dichiarato il presidente dei Comitati per la bellezza Vittorio Emiliani, questo scempio è figlio di un deficit culturale: «C’è questa idea della cultura come consumismo di massa. Spettacolo mediatico. È così ormai in tutta Italia anche se Roma sembra la città pilota di questa deriva». Intanto, nessuno si prende la responsabilità dello sfregio, che sembra figlio del caso e del caos. Il costo di questa operazione? Un milione e mezzo di euro. Unica consolazione: la struttura è removibile. E allora, perché è ancora lì?

Una Risposta a “Vittoriano, di chi è la colpa?”

  1. AndreaT Dice:

    Ciao ragazzi e complimenti per il blog, utilissimo per chi come noi ritiene fondamentale divulgare le zozzerie degli ipocriti sinistri.
    Ho messo banner pubblicitario di questo blog sulla nostra home page, e anche su Radio Globo la promozione”spinge”;)

    AndreaT

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